Valutazioni Rischi Specifici

All’interno del DVR devono essere analizzati tutta una serie di rischi specifici che hanno delle metodologie particolari di valutazione.

I rischi vengono così analizzati:

Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato;

E’ un insieme di reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifesta quando le richieste poste dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore.
Lo stress connesso al lavoro può influire negativamente sulle condizioni di salute e provocare persino infortuni

E’ uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali, consegue al fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap tra le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a disposizione per far fronte a tali richieste.

Diventa un rischio per la salute nel momento in cui è prolungato nel tempo e può condurre a problemi di salute mentale e fisica

Valutazione del rischio da esposizione al rumore ( Titolo VIII Capo II );

La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio. La valutazione non è un esercizio di stile ma è effettuata in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.

Valutazione del rischio di incendio (DM 10.03.98 ) ;

Da quasi vent’anni è obbligatorio in tutte le attività verificare la situazione del rischio d’incendio. Negli anni le modalità di valutazione si sono modificate rendendo sempre più efficace la prevenzione del rischio. E’ necessario infine predisporre un piano di emergenza in tutte le attività con più di 10 persone.

Valutazione del rischio di esplosione ( Titolo XI );

Meglio conosciuta come valutazione ATEX. Moltissime situazioni possono creare le condizioni per una detonazione. Tali elementi possono essere presenti sia a causa delle miscele che si formano che delle pressioni che si esercitano nei contenitori. Tante attività ne sono soggette, ma non ne colgono l’importanza. Nostro compito è anche quello di evidenziare queste situazioni.

Valutazione del rischio da esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni ( Titolo IX Capo II );

Ai fini della protezione da agenti cancerogeni e mutageni il datore di lavoro che utilizza agenti cancerogeni/mutageni, quali definiti dall’art. 234, è tenuto, ai sensi del successivo art. 235, ad evitare o ridurre l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro, mediante le seguenti misure, indicate in ordine prioritario e tutte strettamente correlate alla loro effettiva fattibilità tecnica:

  • sostituzione dell’agente con altro agente che, nelle condizioni in cui viene utilizzato, non risulta nocivo o risulta meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori;
  • impiego di un agente in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile;
  • riduzione dei livelli di esposizione dei lavoratori al più basso valore tecnicamente possibile.

L’esposizione non deve comunque superare il valore limite dell’agente stabilito nell’Allegato XLIII. Al riguardo si evidenzia che tali obblighi non possono prescindere dalla valutazione del rischio di cui agli artt. 17 e 236, quando è necessaria la individuazione delle condizioni in cui gli agenti sono utilizzati o la valutazione dell’entità del rischio cui il lavoratore è potenzialmente esposto nell’esercizio delle proprie specifiche attività. La metodologia di valutazione che si vuole proporre per l’individuazione del livello di esposizione dei lavoratori alle sostanze cancerogene/mutagene rispecchia le indicazioni del modello pubblicato sul Giornale degli Igienisti Industriali – vol. 33 - n. 3 – luglio 2008 “Valutazione dell’esposizione ad agenti cancerogeni/mutageni nei laboratori di ricerca: sistema integrato tra checklist, sopralluoghi e uso di algoritmi”

Valutazione del rischio per le lavoratrici in gravidanza e allattamento (D.Lgs 151/01);

la tutela delle lavoratrici in gravidanza e del feto è considerato dal nostro ordinamento come elemento prioritario. L’art. 28 del D.Lgs. 81/08 richiede esplicitamente l’analisi delle mansioni svolte dal personale femminile, e le conseguenti procedure in caso di gravidanza.

Valutazione del rischio per i lavoratori minori e adolescenti (D.Lgs 345/99);

La legge n. 977/67 sulla tutela del lavoro minorile è stata aggiornata dai Decreti Legislativi n. 345/99 e n. 262/00. Numerose attività sono vietate agli adolescenti indicate nell'allegato I  D.Lgs. 345/99 come modificato dal D.lgs. 262/00 e cioè:

  • trasporto di pesi per più di 4 ore compresi i ritorni a vuoto;
  • lavoro notturno;
  • esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici.

Valutazione del rischio da esposizione ad agenti chimici ( Titolo IX Capo I );

E’ una delle parti fondamentali richiesta dal D.Lgs. 81/08, che richiede la verifica sia delle situazioni che comportano un pericolo per la salute, sia quelle per la sicurezza. L’inalazione, assorbimento e l’ingestione riguardano la sfera sanitaria, mentre la corrosione, l’irritazione e l’ustione la sfera della sicurezza.

Con un approccio multidisciplinare provvediamo a realizzare una valutazione del rischio chimico completa rispetto non solo le sostanze o i preparati, ma anche le modalità d’uso e il processo produttivo.

Valutazione del rischio da esposizione a polveri di amianto (Titolo IX Capo III );

Nella valutazione di cui all'articolo 28, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il GRADO DELL'ESPOSIZIONE e le misure preventive e protettive da attuare. Se si deve determinare il GRADO D’ESPOSIZIONE di un lavoratore ad agenti chimici bisogna effettuare un CAMPIONAMENTO DELL’ARIA RESPIRATA (nella zona di respirazione) dal lavoratore e successivamente effettuare la corrispondente MISURAZIONE.

Valutazione del rischio da esposizione a vibrazioni ( Titolo VIII Capo III );

L'articolo 202 del Decreto Legislativo 81/2008 ai commi 1 e 2 prescrive l'obbligo, da parte dei datori di lavoro di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro. La valutazione dei rischi è previsto che possa essere effettuata senza misurazioni, qualora siano reperibili dati di esposizione adeguati presso banche dati del PAF e  delle Regioni o direttamente presso i produttori o fornitori. Nel caso in cui  tali dati non siano reperibili è necessario misurare i livelli di vibrazioni meccaniche a cui i lavoratori sono esposti.

Valutazione del rischio per la presenza in azienda di lavoratori “somministrati” e “atipici”;

Quando si parla di lavoratori atipici si vanno a considerare tutti i lavoratori che hanno un contratto di lavoro differente da quelli di tipo tradizionale, parliamo perciò dei lavoratori a progetto e occasionali. Oggi, in realtà, questa tipologia di contratto è molto diffusa e utilizzata dalle aziende, che non devono dimenticare che il DLgs 81/08 include la tutela della sicurezza sul lavoro anche per i lavoratori atipici.

Valutazione del rischio per la presenza di lavori in spazi confinati;

Le linee guida ISPSEL e lo OSHA 1910.146, definiscono gli spazi confinati come spazi circoscritti, caratterizzati da limitate aperture di accesso e da ventilazione naturale sfavorevole, in cui esiste il rischio di incidente, legato in genere alla presenza di agenti chimici pericolosi. Perché uno spazio sia confinato deve presentare 3 caratteristiche: l’accesso avviene tramite aperture limitate o ristrette, è abbastanza grande da permettervi l’accesso di un lavoratore per l’esecuzione di un’attività, ma non progettato per un’attività lavorativa continua. Tra i più comuni ambienti confinati ci sono vasche, canalizzazioni, recipienti, serbatoi, silos, ecc..

Valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi ( Titolo VI ) ;

Si intendono come atti di movimentazione manuale dei carichi (art. 167 del D.Lgs. 81/08): “le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari”.

In effetti il rischio per la salute deve essere valutato non solo relativamente alle azioni di sollevamento (movimentazione manuale dei carichi) ma anche di traino spinta ed infine relativamente ai cosiddetti movimenti ripetuti o ripetitivi. Ancora oggi i rischi connessi con tali attività lavorative sono tra i più diffusi e spesso determinano malattie professionali.
Il riferimento normativo per valutare i fattori di rischio connessi all’attività di movimentazione manuale dei carichi è rappresentato dal Titolo VI e dall’allegato XXXIII del D.Lgs. 81/08 e s.m.i..

Valutazione del rischio da esposizione ad agenti biologici ( Titolo X Capo I ) ;

La valutazione e la gestione del rischio biologico negli ambienti di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. (Titolo X, Capo I “Esposizione ad Agenti Biologici”) deve poter consentire al datore di lavoro di prendere tutti i provvedimenti possibili, necessari alla salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Fatto salvo l’ambito sanitario, il rischio biologico nei luoghi di lavoro è stato per molti anni sottovalutato rispetto agli altri rischi lavorativi: ciò nonostante nessun luogo di lavoro può considerarsi esentato da questo rischio, data l’ubiquità degli agenti biologici in acqua, polveri, rifiuti, alimenti, aria e nello stesso essere umano.

A seconda della suscettibilità individuale, del tipo di esposizione (accidentale o derivante dall’uso deliberato degli agenti biologici), del tipo di processo lavorativo, delle materie utilizzate, delle condizioni igieniche e microclimatiche degli ambienti di lavoro, gli agenti biologici possono essere causa di infezioni, intossicazioni, allergie e, in alcuni casi, di neoplasie.

Valutazione del rischio da esposizione/utilizzo di videoterminali (Titolo VII );

Il videoterminale è uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato. Il posto di lavoro è l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante. L’operatore è il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per almeno venti ore settimanali. L'uso di attrezzature munite di videoterminale è regolato dal Titolo VII del D.Lgs. 81/08.

Valutazione del rischio da mezzi di sollevamento (Allegato V – Parte II – 3 );

Un apparecchio di sollevamento è una macchina destinata al sollevamento ed alla manovra di carichi sospesi tramite ganci o altri dispositivi di trattenuta del carico.

Le operazioni di carico e di scarico da effettuare con i mezzi di sollevamento e di trasporto comportano obblighi per i dirigenti ed i preposti che non si esauriscono con le istruzioni date ai dipendenti in ordine ai rischi a cui sono esposti, ma si estende all’attuazione delle misure di sicurezza indicate dalla legge e ad esigere l’osservanza puntuale da parte dei lavoratori dipendenti.

Valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici (Titolo VIII Capo IV);

Il D.Lgs 81/2008 capo IV, si occupa della protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici (CEM) con frequenze fino a 300 GHz (art. 206). I CEM in questione sono quelli provocati da onde elettromagnetiche non ionizzanti a frequenze estremamente basse (ELF) che inducono correnti elettriche nel corpo umano, anche se di intensità minore rispetto a quelle che si generano naturalmente, e onde elettromagnetiche non ionizzanti ad alta frequenza dette radiofrequenze (RF), che oltre determinati valori limite generano un aumento della temperatura, con possibili effetti nocivi. La IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) nel giugno 2001 ha classificato i campi ELF come possibilmente cancerogeni per l’uomo.

Valutazione del rischio per lavori in quota (Titolo IV Capo II Allegato XXI);

La normativa italiana riguardante la sicurezza dei lavori in quota e quindi che riguarda la sicurezza nei cantieri nel caso si utilizzino ponteggi si poggia sul Testo unico sulla sicurezza che dedica ai lavori in quota un intero capo, chiamato “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota”.

Le norme riguardanti i lavori in quota si applicano alle “attività che, da chiunque esercitate e alle quali siano addetti lavoratori subordinati o autonomi, concernono la esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee e gli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche, di bonifica, sistemazione forestale e di sterro. Costituiscono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile”.

Per lavori in quota il legislatore intende tutte le lavorazioni capaci di esporre una persona a rischio caduta dall’alto, caduta che possa avvenire da un’altezza che superi i 2 m rispetto a un piano stabile.

In tali condizioni, la norma prevede dettagliate indicazioni alle quali devono attenersi tutti i lavoratori e sui quali è cruciale e indispensabile il controllo costante e la prevenzione del datore di lavoro. È il datore di lavoro a essere il primo responsabile di ogni accadimento e a lui il Testo unico dedicata un lungo articolo, l’Art. 111

Valutazione del rischio per l’uso di carrelli elevatori;

L’individuazione e la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute presenti nel luogo in cui operano i carrelli elevatori è la prima tappa fondamentale ed indispensabile per mantenere sotto controllo i livelli di rischio a cui sono esposti i lavoratori. La valutazione dei rischi deve essere un’analisi concreta e non formale. Essa deve anche comprendere:

  • la scelta delle migliori attrezzature di sollevamento e trasporto, accessori di presa compresi, in relazione agli effettivi materiali da movimentare;
  • l’adeguamento dei luoghi di lavoro, che devono essere resi idonei alla movimentazione sicura delle merci

Valutazione del rischio per l’uso dell’automobile;

Il numero di morti e la disabilità causata dalle ferite da traffico rende gli incidenti stradali un problema di salute preponderante.

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007, tra le priorità degli interventi di prevenzione da sviluppare nel triennio, ha compreso la prevenzione degli incidenti stradali, oltre che di quelli domestici e sul lavoro.

Il Piano riferisce che, in ambito prevenzionale, per ottenere risultati positivi è indispensabile la capacità di saper gestire la comunicazione per quei temi nei quali l’azione formativa, per la necessità di modificare i comportamenti, è prevalente rispetto ad altri strumenti d’azione.

Tra questi temi proprio per il rilevante fenomeno degli incidenti stradali, un particolare accento è posto sugli interventi di promozione della salute alla guida.

Valutazione del rischio da elettrocuzione (Titolo II e L. 46/90)

Nei luoghi di lavoro il nuovo D.Lgs. n. 81/2008 all’art. 80 del capo III del titolo III prevede che il datore di lavoro deve prendere tutte le misure necessarie affinché i materiali, le apparecchiature e gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratori siano progettati, costruiti, installati, utilizzati e mantenuti in modo da salvaguardare i lavoratori stessi da tutti i rischi di natura elettrica ed in particolare quelli derivanti da:

  1. contatti elettrici diretti;
  2. contatti elettrici indiretti;
  3. innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni;
  4. innesco di esplosioni;
  5. fulminazione diretta ed indiretta;
  6. sovratensioni;
  7. altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.